martedì 8 febbraio 2011

Il presente: un ponte tra passato e futuro

Riprendo a parlare del mio passato perché ciò che è stato rimane dentro di noi anche se non lo abbiamo vissuto se non indirettamente tramite le persone che ci hanno preceduti.

Comincio quindi con una foto di Sanfrè, il paese di mia madre e delle mie infantili estati , della mia gioventù goliardica , di piccoli amori e di innumerevoli avventure che sembrano così lontane rispetto all’oggi così frenetico e diverso.

La via è Via Cavour o “ Viot del Mulin “  . Si vede la chiesa parrocchiale e il castello dominare il paese. La strada è sterrata e al suo fianco corre la “bialera”  dove scorreva l’ acqua piovana ma anche scarichi delle stalle , insomma in estate non era proprio profumata!



E le strade erano percorse dai carri trainati dai buoi o dalle mucche .
La gente si spostava a piedi o in bicicletta e la domenica in gruppi si inoltravano per la campagna .

Questo è appunto un gruppo di ragazzi e ragazze prima della guerra : alcune di loro sono di Sanfrè (c’è pure mia madre) altri magari di paesi vicini come Sommariva Bosco.
Nonostante le condizioni economiche di quel tempo non fossero le più felici , guardate i loro volti: c’è la gioia della gioventù , la speranza del futuro e magari l’amore che legava qualcuno di loro.





 

E in questa foto un altro gruppo di ragazze ,
di amiche probabilmente con gli abiti della festa .
La solita bicicletta, compagna di ogni giorno ,
e siamo sempre in via Cavour .



Magari qualcuno  riconoscerà un parente , una nonna  in una di queste foto , ma quello che  a me interessa è far sì che il passato ci accompagni sempre perché nessuno dimentichi mai da dove arriva per sapere sempre dove va .

A presto !

domenica 14 novembre 2010

Una scolaresca di Bra

La foto dovrebbe essere stata scattata nel 1920 , anno più anno meno,  in qualche scuola di Bra . Non so quale , so solamente che fu fatta dallo Studio fotografico Beherens di P.zza  XX Settembre 10.

Ho cercato di recuperarla al meglio perché era molto sbiadita però quello che colpisce è l’estrema serietà dei bambini, il loro stare con le braccia conserte senza sorrisi .

Questo mi fa pensare ad una severità da parte dei maestri oggi inamissibile e al libro Cuore di De Amicis !

Purtroppo penso che nessuno dei bambini sia oggi ancora in vita però se qualcuno riconoscesse il padre o il nonno posso fargli avere una copia.

Per questo invierò il Link a Istituto Storico di Bra.

lunedì 8 novembre 2010

Com'eravamo.



La creazione di questo Blog è nata principalmente dal desiderio di commentare e possibilmente generare negli amici delle curiosità su argomenti vari , spaziando dal costume , alla cronaca , alla politica avendo però come obiettivo quello di riflettere sulle cose , legandole al passato nel quale cercare la spiegazione del presente. Le immagini fotografiche , tutte personali quindi pubblicabili, servono da illustrazione e completamento utilizzando un mio hobby che è appunto la fotografia e il ritocco fotografico.

Quella che vedete è una foto degli anni ’30 scattata poco prima dello scoppio della 2^ Guerra mondiale e che ritrae un gruppo di lavoratori edili di fronte al cantiere in costruzione. Quale cantiere sia non so , potrebbero essere le scuole del Bandito o qualche palazzo a Bra o in provincia di Cuneo . Quel che so è che mio padre , ritratto tra gli operai , era capomastro ma questo è solo lo spunto per una serie di ragionamenti .
Cominciamo con lo scopo per cui fu fatta la fotografia. Essa doveva celebrare un momento topico del cantiere : la posa dei tetti “ bagnè i cop
La tradizione edile voleva infatti che la copertura coi tetti significasse il termine dei lavori più urgenti nella costruzione di una casa : impedire che gli eventi atmosferici rovinassero il lavoro fatto . Con i tetti montati si poteva procedere a tutte le altre attività lavorando al coperto . Quando si doveva intonacare gli interni lo si poteva fare anche con la pioggia , magari accendendo un fuoco per far asciugare prima l’intonaco .
Sui tetti , appena ultimati, si issava il tricolore e si faceva un pranzo o una cena con tutti i lavoratori offerta dal titolare dell’impresa.
Cosa ci dice l’immagine ? Innanzitutto che gli operai erano una sessantina, 60 persone per costruire una casa ! Oggi ne basterebbero 10 perché la tecnologia , le attrezzature consentono di fare le stesse cose in tempi minori e con meno risorse ma ….. facciamo dei ragionamenti su questo !
Meno risorse umane vuol dire meno costi quindi oggi le case costano meno o meglio dovrebbero costare meno ma non è così . Meno tecnologia e più manualità vuol dire più tempo  e quindi nuovamente costi più elevati ma neanche questo non è vero. Basti pensare che il materiale era portato a spalla dai garzoni giovani “ I foricc “ : mattoni, sacchi di calce e cemento,  boglioli ecc. Si usavano carrucole e corde solo per issare le cose più pesanti come le travi dei tetti .

Sessanta operai voleva dire sessanta famiglie che potevano avere una vita decorosa e voleva anche dire che l’esperienza del muratore o del carpentiere o dell’operaio che svolgeva da anni quell’attività era riconosciuta , giustamente rimunerata e quindi  importante per l’impresa !

Oggi spieghiamo quale bottone schiacciare e pensiamo che chiunque possa fare qualsiasi cosa . Poi però ci sono i morti sui cantieri come c’erano allora ma con meno cultura e attrezzature idonee !!!!

Un’ultima considerazione : osservate l’abbigliamento e il taglio dei capelli delle persone ritratte. Ora pensate a tante Soft Opera che vengono proposte in Tv ambientate in quel periodo storico : notate come oggi la televisione tenda a farci vedere il mondo come non solo non è oggi ma non era neppure ieri .  La gente che lavorava nei campi, nei cantieri , gli operai in generale avevano volti resi duri dal lavoro. Le mani erano callose , i vestiti sgualciti , rattoppati e un uomo di 40 anni era come oggi uno di 60 !

Con questo concludo e aspetto che se qualcuno ha letto questo articolo mi dia il suo commento , ne sarei felice !!

domenica 7 novembre 2010

Non scordare le origini.



Ho appena iniziato il mio Blog e ritengo doveroso ricordare le mie origini.
Questo è mio nonno paterno che non ho mai conosciuto ma che, pur vivendo nella provincia di Cuneo
e discendendo da una normale e semplice famiglia amava la musica e l'arte.
Ecco se oggi ho così tanti interessi e curiosità, se mi affascinano le cose che non conosco , insomma se sono,
nel bene e nel male, come sono è grazie a Lui.
Grazie Nonno !!!