domenica 14 novembre 2010

Una scolaresca di Bra

La foto dovrebbe essere stata scattata nel 1920 , anno più anno meno,  in qualche scuola di Bra . Non so quale , so solamente che fu fatta dallo Studio fotografico Beherens di P.zza  XX Settembre 10.

Ho cercato di recuperarla al meglio perché era molto sbiadita però quello che colpisce è l’estrema serietà dei bambini, il loro stare con le braccia conserte senza sorrisi .

Questo mi fa pensare ad una severità da parte dei maestri oggi inamissibile e al libro Cuore di De Amicis !

Purtroppo penso che nessuno dei bambini sia oggi ancora in vita però se qualcuno riconoscesse il padre o il nonno posso fargli avere una copia.

Per questo invierò il Link a Istituto Storico di Bra.

lunedì 8 novembre 2010

Com'eravamo.



La creazione di questo Blog è nata principalmente dal desiderio di commentare e possibilmente generare negli amici delle curiosità su argomenti vari , spaziando dal costume , alla cronaca , alla politica avendo però come obiettivo quello di riflettere sulle cose , legandole al passato nel quale cercare la spiegazione del presente. Le immagini fotografiche , tutte personali quindi pubblicabili, servono da illustrazione e completamento utilizzando un mio hobby che è appunto la fotografia e il ritocco fotografico.

Quella che vedete è una foto degli anni ’30 scattata poco prima dello scoppio della 2^ Guerra mondiale e che ritrae un gruppo di lavoratori edili di fronte al cantiere in costruzione. Quale cantiere sia non so , potrebbero essere le scuole del Bandito o qualche palazzo a Bra o in provincia di Cuneo . Quel che so è che mio padre , ritratto tra gli operai , era capomastro ma questo è solo lo spunto per una serie di ragionamenti .
Cominciamo con lo scopo per cui fu fatta la fotografia. Essa doveva celebrare un momento topico del cantiere : la posa dei tetti “ bagnè i cop
La tradizione edile voleva infatti che la copertura coi tetti significasse il termine dei lavori più urgenti nella costruzione di una casa : impedire che gli eventi atmosferici rovinassero il lavoro fatto . Con i tetti montati si poteva procedere a tutte le altre attività lavorando al coperto . Quando si doveva intonacare gli interni lo si poteva fare anche con la pioggia , magari accendendo un fuoco per far asciugare prima l’intonaco .
Sui tetti , appena ultimati, si issava il tricolore e si faceva un pranzo o una cena con tutti i lavoratori offerta dal titolare dell’impresa.
Cosa ci dice l’immagine ? Innanzitutto che gli operai erano una sessantina, 60 persone per costruire una casa ! Oggi ne basterebbero 10 perché la tecnologia , le attrezzature consentono di fare le stesse cose in tempi minori e con meno risorse ma ….. facciamo dei ragionamenti su questo !
Meno risorse umane vuol dire meno costi quindi oggi le case costano meno o meglio dovrebbero costare meno ma non è così . Meno tecnologia e più manualità vuol dire più tempo  e quindi nuovamente costi più elevati ma neanche questo non è vero. Basti pensare che il materiale era portato a spalla dai garzoni giovani “ I foricc “ : mattoni, sacchi di calce e cemento,  boglioli ecc. Si usavano carrucole e corde solo per issare le cose più pesanti come le travi dei tetti .

Sessanta operai voleva dire sessanta famiglie che potevano avere una vita decorosa e voleva anche dire che l’esperienza del muratore o del carpentiere o dell’operaio che svolgeva da anni quell’attività era riconosciuta , giustamente rimunerata e quindi  importante per l’impresa !

Oggi spieghiamo quale bottone schiacciare e pensiamo che chiunque possa fare qualsiasi cosa . Poi però ci sono i morti sui cantieri come c’erano allora ma con meno cultura e attrezzature idonee !!!!

Un’ultima considerazione : osservate l’abbigliamento e il taglio dei capelli delle persone ritratte. Ora pensate a tante Soft Opera che vengono proposte in Tv ambientate in quel periodo storico : notate come oggi la televisione tenda a farci vedere il mondo come non solo non è oggi ma non era neppure ieri .  La gente che lavorava nei campi, nei cantieri , gli operai in generale avevano volti resi duri dal lavoro. Le mani erano callose , i vestiti sgualciti , rattoppati e un uomo di 40 anni era come oggi uno di 60 !

Con questo concludo e aspetto che se qualcuno ha letto questo articolo mi dia il suo commento , ne sarei felice !!

domenica 7 novembre 2010

Non scordare le origini.



Ho appena iniziato il mio Blog e ritengo doveroso ricordare le mie origini.
Questo è mio nonno paterno che non ho mai conosciuto ma che, pur vivendo nella provincia di Cuneo
e discendendo da una normale e semplice famiglia amava la musica e l'arte.
Ecco se oggi ho così tanti interessi e curiosità, se mi affascinano le cose che non conosco , insomma se sono,
nel bene e nel male, come sono è grazie a Lui.
Grazie Nonno !!!